I vertici dello sport vigevanese hanno dialogato Rossella Buratti nel quinto tavolo tecnico, che si è svolto giovedì 26 febbraio nella palestra ex Besozzi. Una location molto azzeccata per parlare di sport e benessere, impianti sportivi, squadre giovanili e valore educativo della pratica sportiva.
Oscar Campari, direttore tecnico dell’Atletica Vigevano e Presidente del Pool Vigevano Sport, ha affermato che “lo sport è una delle realtà che funziona meglio in questa città, però non è soltanto gestione degli impianti ma è soprattutto momento di socialità importante”. Lo sport va visto in una dimensione più ampia, dove rientra anche la sfera sociale, educativa, culturale e anche il turismo. Il Pool, che riunisce 64 società sportive, tiene molto alle attività che svolge nelle scuole materne e primarie perché è importante instillare certi valori nei bambini fin dalla più tenera età ma bisognerebbe poter fare di più.
Il secondo ospite, Andrea Giannini, ex atleta di atletica leggera, tecnico della Nazionale Italiana di Atletica e giornalista sportivo, si è domandato che tipo di rapporto possa esistere tra cittadini e istituzioni: “Se la città è viva, i cittadini fanno proposte e mettono in atto buone pratiche, come cambiare le proprie abitudini alimentari o fare attività motoria, che le amministrazioni non possono ignorare. Il loro compito è quello di reperire i fondi necessari, gestire gli spazi e ascoltare i cittadini in modo da creare un lavoro di squadra”. Giannini ha insistito sul concetto che l’attività sportiva debba essere per tutta la popolazione, rivolgendosi a fasce diverse per età, reddito e abilità, deve essere un concetto universale.
Il terzo ospite vigevanese è stato Marino Spaccasassi, presidente della Elachem Vigevano, colui che ha creduto nel progetto nel riportare la squadra cittadina in una categoria nazionale, ma questa è solo la punta dell’iceberg perché al di sotto c’è tutta la sezione giovanile. Ci sono molti ragazzi di famiglie poco abbienti che faticano a svolgere attività sportiva perché le squadre hanno bisogno di quote associative e possono far giocare gratuitamente un numero limitato di ragazzi. Questo riguarda soprattutto ragazzi di seconda e terza generazione. Nella giovanile esiste anche una squadra di ragazzi disabili.
Ha riscosso un grande successo personale per la carica di simpatia e umanità che emana Franz Pinotti, architetto milanese, fondatore e allenatore della pallacanestro Sanga Milano, nata come centro minibasket femminile negli anni ‘90 e diventata poi società sportiva. Pinotti ha narrato le circostanze in cui è nato il centro minibasket, quando in quegli anni a Milano non esisteva una squadra femminile per bambine. Lui la fece nascere con l’aiuto del parroco e della “provvidenza”. In poco tempo le iscritte, tra cui le sue figlie, si moltiplicarono e nacque la squadra. Oggi, a distanza di anni, essa rappresenta Milano ai massimi livelli del basket femminile e continua a portare avanti la visione di uno sport che unisce, educa e ispira. Dal 1999, Sanga Milano unisce il successo sportivo con l’impegno per l’inclusione e la crescita di ogni persona. “Proprio in questi giorni – la spiegato Pinotti – abbiamo presentato a Palazzo Marino il progetto Fuori campo, che vede Sanga Milano capofila di una cordata di associazioni che porteranno lo sport nelle strade e nelle piazze milanesi per stanare i ragazzi in burnout, farli uscire di casa e farli giocare in tutti gli spazi pubblici disponibili”. Ha portato il suo saluto anche Manuela Merlo, organizzatrice della Scarpa d’Oro, che si svolgerà anche quest’anno, precisamente il prossimo 15 marzo.
Quella che è emersa dalla serata è l’idea che l’attività sportiva debba avere soprattutto una dimensione educativa e popolare, raggiungendo tutte le fasce della popolazione.
Elena Gorini